La cronaca più recente ci ha dimostrato che sullo spazio è possibile coltivare e mangiare la lattuga, ma anche far sbocciare bellissimi fiori di zinnia, come ha dimostrato l’impegno dell’astronauta dal pollice verde Scott Kelly.
Ebbene, gli astronauti hanno fatto un piccolo passo in più e, in un video che sta facendo il giro del mondo hanno mostrato come è possibile preparare un buon caffè sulla stazione spaziale. Si tratta di un sogno diventato realtà, grazie all’impegno dell’astronauta Tim Peake dell’ESA, l’European Space Agency.
Nel video presente in rete l’astronauta non ha impiegato la classica moka o la macchinetta con cialde, perché sappiamo che nello spazio vigono delle regole molto speciali… La miscela di caffè è stata quindi conservata in una busta sottovuoto, la quale è stata inserita in un dispositivo che ha funzionato come un bollitore, e che si è proposto di iniettare l’acqua ad alta temperatura all’interno del contenitore. L’acqua, mescolata al preparato, si è quindi trasformata in una bella ‘tazzona’ di caffè. Anche se può sembrare un sacrilegio per chi adora il caffè espresso, si tratta dell’unica opzione possibile per gli abitanti dello spazio, che oltre alla preparazione sui generis hanno potuto gustarsi il caffè solo impiegando un’apposita cannuccia.

Caffè sulla stazione spaziale: qual e sarà il futuro?

Molte sono le ricerche portate avanti dalla Nasa e dalle università di tutto il mondo per rendere più piacevole e completa l’esperienza di vita nello spazio. La ragione non va solo ricercata nelle tante migliorie tecnologiche presenti negli shuttle, ma anche nel fatto che la previsione di viaggi più lunghi è sempre più reale.
A differenza di un tempo, gli astronauti sono infatti chiamati ad avventurarsi in spedizioni lunghe, che potrebbero durare anche anni. Diventa quindi indispensabile che le condizioni di vita siano elevate, per assicurare felicità e migliorare le prestazioni professionali, quindi il caffè sulla stazione spaziale rappresenta un bel passo in avanti verso questo ambito traguardo.